“Abbiamo fatto tanti like!” è una frase che non significa nulla per il fatturato. Guardare le metriche sbagliate è come guidare guardando il contachilometri invece della strada. Ecco i numeri che contano.
1. Riconosci le vanity metrics
Like e follower gonfiano l'ego ma non dicono se stai guadagnando. Sono utili solo se si traducono in contatti e vendite. Da soli, non pagano nulla: smetti di usarli come termometro del successo.
2. Costo per lead (CPL)
È quanto spendi per ottenere un contatto interessato. È la metrica numero uno per capire se la pubblicità è sostenibile: se un cliente vale 500€ e un lead ti costa 10€, hai una macchina che funziona. Se non conosci il tuo CPL, stai navigando alla cieca.
3. ROAS (ritorno sulla spesa pubblicitaria)
Si calcola così: ricavi ÷ spesa in ads. Un ROAS di 3 significa 3€ incassati per ogni 1€ speso. Sotto 1, stai perdendo soldi. È il primo numero da guardare per decidere se scalare una campagna o fermarla.
4. Tasso di conversione
Quanti di quelli che ti vedono diventano clienti. Spesso il problema non è il traffico (“mi serve più gente”), ma la conversione: è lì, tra il click e l'acquisto, che si nasconde la maggior parte dei soldi persi. Migliorare la conversione è quasi sempre più redditizio che aumentare il budget.