Se sulla tua scheda Google c'è scritto qualcosa come «Pizzeria Mario Catania centro la migliore pizza», il rischio non arriva da un concorrente che ti ha toccato i dati: l'hai scritto tu. Le linee guida di Google sul nome dell'attività dicono che le informazioni non necessarie non sono consentite e che possono portare alla sospensione del profilo. Qui sotto trovi cosa c'è scritto davvero, cosa non c'è scritto e cosa fare oggi.

Cosa dice Google sul nome

La fonte è la pagina «Linee guida per la rappresentazione delle attività commerciali su Google», nel Centro assistenza di Profilo dell'attività su Google. L'ho aperta e letta il 10 ottobre 2026 (la pagina non riporta una data di pubblicazione e avverte che potrebbe includere contenuti tradotti con l'AI). Nella sezione sul nome, Google scrive:

Quindi il punto di riferimento è il nome vero: quello sull'insegna, sul sito, sulla carta intestata. Non il nome «ottimizzato».

Cosa nel nome non va messo

Nella stessa pagina c'è una tabella dal titolo «Il nome non deve includere». Le voci che riguardano un negozio o un ristorante sono queste:

Gli esempi che fa Google sono quasi tutti di marchi americani, ma la logica si capisce: «Regal Pizzeria Aperto tutto il giorno» non è accettabile, «Regal Pizzeria» sì. «Equinox vicino a SOHO» non va, «Equinox SOHO» sì.

Attenzione al secondo esempio. Nella tabella ci sono nomi accettabili che contengono un luogo, come «Holiday Inn Salem» o «Equinox SOHO», perché quella parola fa parte del nome con cui quella sede è conosciuta. La regola non è «mai una città nel nome»: è «solo quello che c'è davvero nel nome». Come Google giudichi un caso dubbio, la pagina non lo dice.

Un esempio (inventato)

ESEMPIO, nome e dati inventati. Una pizzeria si chiama «Pizzeria Mario», come dice l'insegna. Sulla scheda però il titolare scrive «Pizzeria Mario Catania centro la migliore pizza»: dentro ci sono una zona, uno slogan e, di fatto, una promessa. Secondo le linee guida, tutto quello che non è «Pizzeria Mario» è informazione non necessaria nel nome.

La stessa pagina di Google dice dove vanno i dettagli: «Aggiungi ulteriori dettagli nelle altre sezioni delle informazioni sull'attività, come l'indirizzo, l'area coperta dal servizio, l'orario di apertura e la categoria.» Nel suo esempio (una caffetteria, «Shelly's Coffee») il nome resta il nome, l'indirizzo va nel campo indirizzo, «aperto 24 ore su 24» nell'orario e «caffetteria» nella categoria. Per la nostra pizzeria: nome «Pizzeria Mario», indirizzo con la via, orari nel campo orari, categoria «Pizzeria». Per le categorie Google chiede di scegliere quelle che completano la frase «Questa attività È», non «Questa attività HA».

Cosa può succedere, e cosa non sappiamo

Nell'introduzione della pagina Google spiega che seguire le linee guida aiuta a evitare problemi comuni, «incluse le modifiche alle tue informazioni o, in alcuni casi, la rimozione delle informazioni sulla tua attività da Google». E aggiunge che si riserva il diritto di sospendere l'accesso ai profili dell'attività di chi le viola.

Il verbo usato per il nome è «potrebbe»: Google non dice che ogni parola in più porti alla sospensione, né dopo quanto tempo, né quante schede vengano colpite. Non l'ho trovato in nessuna fonte primaria, quindi non te lo scrivo. La pagina non dice nemmeno nulla sul posizionamento: se un nome più lungo ti faccia salire o scendere nei risultati qui non c'è scritto, e chi promette il contrario non cita una fonte di Google.

È un problema diverso da quello delle modifiche proposte da altri sulla tua scheda: lì qualcuno tocca i tuoi dati. Qui l'errore lo fa il titolare, in buona fede, convinto di aiutare chi cerca «pizzeria Catania centro».

Se la scheda risulta già sospesa

La pagina «Risolvi i problemi relativi a profili sospesi o disattivati» dice: «Se ritieni che il tuo profilo debba essere reintegrato, puoi presentare un ricorso.» E, prima di presentarlo: «Assicurati che il tuo profilo rispetti tutte le linee guida.» In pratica:

Se la richiesta viene rifiutata, la stessa pagina prevede la possibilità di chiedere un'ulteriore revisione con prove aggiuntive. Una nota dal Centro assistenza sulla modifica del profilo: se cambi il nome dopo la verifica, potresti doverla verificare di nuovo.

Cosa fare oggi

  1. Leggi il nome della scheda come lo vede un cliente e confrontalo con insegna, sito e carta intestata. Se c'è scritto altro, è la prima cosa da sistemare.
  2. Togli slogan, orari, telefono, servizi e indicazioni su dove sei, salvo quello che fa davvero parte del nome.
  3. Sposta ogni dettaglio nel campo giusto: indirizzo o area di servizio, orari (anche quelli speciali), categoria.
  4. Scegli la categoria più specifica che completa «Questa attività È».
  5. Se la scheda è sospesa, correggi e poi presenta il ricorso dallo strumento di Google, con i documenti a portata di mano.

Una scheda in ordine è la base di tutto il resto: se vuoi capire come farla lavorare, leggi la guida alla SEO locale su Google Maps, e per le stelle sotto il nome come ottenere recensioni su Google senza violare altre regole.

Se preferisci una mano a controllare il nome, la categoria e gli orari della tua scheda prima che sia Google a farlo, ci si può dare un'occhiata insieme.

In sintesi: secondo le linee guida di Google il nome della scheda deve essere quello reale dell'attività; le informazioni non necessarie non sono consentite e «potrebbero» portare alla sospensione. Slogan, orari, telefono, servizi e zona vanno nei campi giusti, non nel nome. Se la scheda è già sospesa: correggi e presenta ricorso. Quanto spesso succeda e quanto duri non è scritto nella pagina.

Fonti

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